In un documento del 1137, per la prima volta, alla città di Orvieto viene riferito lo status di Comune, anche se per essere riconosciuto come tale il Governo Comunale necessitò, nel 1157, di una dichiarazione da parte di Papa Adriano VI .
Gli insediamenti urbani, localizzati inizialmente nella parte ovest della rupe dove si trovava l’antica porta di accesso, si estesero nel 13° secolo su gran parte della sua superficie, fino a raggiungere quell’assetto che caratterizzerà la città : una croce di strade al centro, con la piazza con gli edifici principali che in quel tempo erano il Palazzo Comunale e la chiesa di S.Andrea ( usata per le cerimonie ufficiali). IMG_3196

In quest’epoca di grande splendore, la città si distingueva per l’eccellente organizzazione interna a livello istituzionale e sociale, riflessa in una ordinata suddivisione dei quartieri, all’epoca 4: il più grande era Postierla che comprendeva 9 rioni, poi Serancia, San Giovenale, e Santa Pace con 4 rioni ciascuno (come da pianta del Catasto del 1292).·

 

 
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Alla fine del XV° secolo i quartieri avevano assunto il nome e la disposizione che ancora oggi conosciamo, spartiti regolarmente dal crocevia sotto la Torre del Moro : Santa Pace lato piazza del Popolo divenne Corsica, piazza S. Giovenale Olmo, S. Andrea e S. Giovanni Serancia e Postierla S. Maria della Stella (vedi piantina Diario di Ser Tommaso di Silvestro del 1494).

 

Anche l’organizzazione militare risentiva della suddivisione in quartieri. Nell’Orvieto medievale l’obbligo del servizio militare era esteso a tutti gli adulti maschi : i fanti del comune nel 1309 erano 1500, di cui 500 arcieri; tale forza era suddivisa in 4 compagnie, una per ciascun quartiere della città ed ognuna con il proprio stemma.

 Ai giorni nostri. La ripartizione (non· divisione!) del territorio dell’attuale Comune di Orvieto che qui si propone deriva sia da una sostanziale unità di base della popolazione dovuta anche all’integrazione, in tempi storici, di città e campagna, sia da una serie di legami che uniscono i quartieri al territorio corrispondente attraverso le porte, le strade, i fiumi. Anche il rapporto visivo è importante, in quanto segni forti di ambito urbano, come torri e campanili, sono un riferimento per il contado e viceversa, essendo per sua naturale predisposizione il sito di Orvieto un sito panoramico, nel senso che dalla città si vede proprio tutto, distintamente, quanto avviene nel territorio. Ed anche i percorsi che abbiamo elencato rispondono a questo criterio: da tutti, la visione di Orvieto si forma da molto lontano e da quote abbastanza elevate, per cui l’immagine della città si staglia, perfetta, elevata, quasi una Gerusalemme Celeste, con le sue torri, le mura naturali delle ripe di tufo, la brillante facciata delle cattedrale, davvero una visione paradisiaca.

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Ai giorni nostri quindi, la suddivisione in quartieri si estende a tutto il territorio comunale, è utilizzata in manifestazioni ormai storiche della città, come la Staffetta dei Quartieri che si corre dal 1958. A questa competizione partecipano atleti reclutati secondo questo criterio di appartenenza, sia del centro storico, sia di Ciconia, Sferracavallo o delle frazioni. (vedi pianta depositata all’Ufficio Sport del Comune).

Di ogni quartiere si metterà in evidenza il monumento più rappresentativo, che è anche quello che meglio si caratterizza per la sua visibilità anche da grandi distanze; e le emergenze più importanti nel relativo territorio del contado. Ogni località avrà una sua pagina dove inserire note storiche, usanze, tradizioni, date e feste importanti.

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