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2007 – Stella, finale rocambolesco

2007Prima frazione molto tattica da parte dei Master, come spesso avviene, poi è Adriano Fratini in seconda frazione a prendere la testa creando un sostanzioso gap a favore dell’Olmo con gli altri quartieri nettamente dietro. Alla frazione femminile cambiano le carte in tavola, grazie a una straordinaria prova di Elisa Ciriciofolo, che con un tempo di 3’02″ manda lo Stella in fuga. Un grande frazione di Marco Settimi riporta l’Olmo a contatto con i primi, mentre il Serancia è fuori dai giochi e il Corsica è in netto recupero. Quando la staffetta entra nel vivo, grazie ad una serie di frazioni di altissimo livello, il Corsica riprende la testa. All’ottava frazione l’Olmo perde contatto mentre il Corsica resta leggermente in testa ma la caduta dell’ottavo frazionista in fase di cambio permette allo Stella di sopravanzarli. Finale spettacolare: la staffetta alla fine se la aggiudica ancora Alessio Stocchetti e il S.Maria della Stella che vince con arrivo in volata, davanti a Iacopo Moscatelli del Corsica, in un duello fino all’ultimo metro in una delle più belle frazioni degli ultimi anni.

Alessio Stocchetti: Ci siamo presentati con una squadra molto compatta ed omogenea, ed eravamo molto carichi  in vista della sfida con gli eterni rivali del Corsica. Un duello fino all’ultimo che è riuscito ad esaltare le capacità di ognuno di noi dando vita al finale più bello che io ricordi. Penso di aver corso la mia frazione più bella di sempre, in  un scontro epico con il fortissimo Jacopo Moscatelli. Stella e Corsica erano ancora appaiate all’ottava frazione, poi Matteo Stramaccioni è caduto durante il passaggio del testimone a Ubaldini e quell’episodio ci ha permesso di guadagnare 2 secondi che si sono rivelati poi decisivi. Al cambio dell’ultima frazione ho preso il testimone con due secondi di vantaggio, e abbiamo subito iniziato a tirare entrambi, ma io sono riuscito a imboccare  per primo la curva della Fontana. Davanti alle scuole elementari mi sono concesso qualche decina di metri per riprendere fiato e Jacopo mi ha attaccat immediatamente, superandomi con un gran cambio di ritmo. Io sono riuscito a seguirlo, rilanciando l’andatura per cercare di imboccare davanti la “S” del Teatro che abbiamo percorso appaiati, quasi ostacolandoci l’un l’altro, consapevoli del fatto che se uno di noi avesse avuto la possibilità di stare avanti sarebbe riuscito a creare un gap  di alcuni metri, visto che in quel tratto le traiettorie sono obbligate. Pochi metri dopo l’uscita dalla curva del teatro altro cambio di ritmo deciso di Jacopo, di quelli che ti tagliano le gambe, soprattutto alla luce di come era stata corsa la prima parte,  al punto che ora, a freddo, non so ancora spiegarmi come ho fatto a resistere, ma l’adrenalina era tanta come la responsabilità verso  tutti i miei compagni  e verso i miei colori, al punto da ignorare ogni segnale che mi mandava il mio corpo. Con molto ma molto affanno sono riuscito a rimanere in scia fino alla Torre del Moro, ormai respiravo a sprazzi, non avevo mai avvertito una fatica simile a quel punto della frazione…Però sentivo le gambe ancora forti in spinta, allora all’uscita dell’ultima curva ho lanciato il mio consueto attacco, e ho passato Jacopo guadagnando qualche metro che poi lui mi ha recuperato davanti al bar Duomo. Abbiamo proseguito appaiati fino all’ingresso in piazza, dove avanzavamo sempre più lentamente, sembrava l’arrivo di un 400 metri dove la saturazione dell’acido lattico impedisce la contrazione muscolare, ci siamo affiancati per qualche metro, ma poi sono riuscito a tenere qualche attimo in più del mio avversario il che  mi ha permesso di tagliare il traguardo con quei famosi due secondi di vantaggio. Mi ricordo che ci vollero oltre 30 minuti per riprendermi prima di camminare, non sentivo più nulla, più che pensare alla vittoria l’unico mio pensiero è che passassero quei primi interminabili minuti dopo l’arrivo. Il giorno dopo stetti tutto il giorno a letto con la febbre e passarono almeno 10 giorni prima di tornare allo stadio a fare una corsetta, questo per far capire quanto mi ero spinto fuori giri. Mi ricordo qualche giorno dopo, alla cena della squadra con la coppa sul tavolo, dopo che avevo descritto il post gara qualcuno scherzosamente mi chiese: “ma ne è valsa la pena?” E io convinto risposi “Si, ne è valsa veramente la pena!”   e chi l’ha corsa almeno una volta sa di cosa parlo …Peccato che non ci siano foto ma ancora oggi mi capita che qualcuno ricordi questa frazione e io sorrido soddisfatto.

 

 

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