La storia della staffetta
La Staffetta “del Corpus Domini dei Quartieri “ è nata nel lontano 1958 con il nome di “ Fiaccola della Verità “ . Un gruppo di sedicenni del Centro Turistico Giovanile, una associazione di ispirazione cattolica, assecondati e guidati dal Vescovo di allora S.E. Mons. Francesco Pieri, immaginarono e crearono un evento che ripercorresse il tragitto compiuto dal Sacro Lino del Miracolo Eucaristico, da Bolsena ad Orvieto.
La corsa voleva simboleggiare la Fede “ che passa veloce e sicura come la traslazione delle Reliquie”; con la fiaccola del vincitore, attesa al suo arrivo da una moltitudine di persone, venivano accesi i ceri votivi prima della messa, che, nella Cappalla del SS Corporale, dava inizio alle celebrazioni della Festività del Corpus Domini.
Alla staffetta della "Fiaccola della Verità" veniva dato grande risalto sugli articoli dei giornali dell'epoca, ma non si parla mai dei vincitori della corsa, perchè seppur tra le squadre dei vari paesi ci fosse un sentito agonismo, prevaleva l'aspetto religioso della manifestazione. La premiazione avveniva sul sagrato del Duomo la domenica successiva. La gara negli anni ha variato i suoi connotati tecnici e regolamentari : il percorso è variato, i partecipanti sono spesso cambiati (i Comuni del Comprensorio, Bolsena con i Quartieri, Orvieto contro città vicine come Arezzo, Terni, Civitavecchia, Perugia, i Quartieri con la SMEF, infine una formula, sembra definitiva, con solo i 4 Quartieri), ma la sua essenza è rimasta la stessa: una Manifestazione che non avrebbe un cuore e un’anima se non fosse legata alla festività del Corpus Domini.
E’ una serata, quella, nella quale gli atleti, “la meglio gioventù”, si mettono in gioco dando il 110 % di quanto hanno nelle gambe e nei polmoni, nella ricorrenza più significativa per Orvieto : l’emissione della Bolla Transiturus da parte di Papa Urbano IV, che istituiva la festività del Corpus Domini, un anno dopo l’avvenimento del miracolo Eucaristico di Bolsena. Anche la città in quei giorni dà il meglio di sé, si veste a festa con i colori dei suoi quartieri, con gli stendardi, con gli altoparlanti che narrano del suo glorioso passato facendoci gonfiare il petto d'orgoglio. Questa ricorrenza, rappresenta ancora l’unico avvenimento in cui l’Orvietano un po’ cinico e distaccato, con quel senso di ingiustificata superiorità (se non per la sua storia) che lo caratterizza, si concede e partecipa: gli uomini ed i ragazzi sfilano con il Corteo Storico, le donne e le ragazze con il Corteo delle Dame, altri formano il gruppo dei popolani, altri partecipano alla composizione della processione religiosa, gli atleti si impegnano nella staffetta. Quest’ultima ha anche il merito di dare ad ognuno una squadra da sostenere ed incoraggiare, con un tifo antico e sentito. Nei giorni che si avvicinano alla gara ti chiedono come va la preparazione, le possibilità del quartiere di ben figurare, o anche: ma io di che quartiere sono? Vogliono prendere parte. Guardate gli occhi e le espressioni dei presenti agli arrivi nelle vecchie foto, quanto entusiasmo traspare!
Questo evento ormai è comune ed unisce più generazioni, i nonni, atleti delle prime edizioni vedono oggi correre i nipoti, e per molti, come per me, le sensazioni sono rimaste le stesse di quando ero ragazzo.
Ricordo che adolescenti, in quelle meravigliose serate di giugno, andavamo in Confaloniera per vedere giù, lontano, lungo la Patarina, le luci delle moto e i corridori passare, poi di corsa a Porta Romana, per vederli di nuovo e Fernando Scattoni, Luciano Fringuello, Stocchetti senior, Carlo Moscatelli e tutti gli altri erano atleti inarrivabili. Poi invece è toccato anche a noi, e la partecipazione si è prolungata negli anni, ho corso la mia prima staffetta nel 1972, poi ho partecipato come Master 30, e poi, nell’edizione 1996, da Master 40 ho corso in 2’45”, contribuendo alla seconda vittoria dell’Olmo,
e l’ultima nel 2002 insieme ai miei figli Adriano e Nicolò, che all’epoca avevano rispettivamente 17 e 15 anni.
E così come me tanti altri: i Pedichini, gli Stocchetti, i Moscatelli, i Ciriciofolo, i Fringuello, i Paradiso, i Ferrari, i Sangiovanni, ecc..
Un’altra caratteristica che contraddistingue questa gara è il grande rispetto che gli atleti hanno gli uni degli altri, per la consapevolezza che “ only the brave, “solo i coraggiosi si concedono alla tenzone e accettano di
affrontare sia la durezza della gara, sia il rischio di essere superati dagli avversari di fronte all’intera città, e nel ricordo della partecipazione c’è l’orgoglio per la propria prestazione reso più vivo dalla considerazione e
ammirazione anche per l’avversario, sia vincente che sconfitto. Le animate discussioni tra gli Anterioni che accompagnano le vigilie della gara, magicamente si spengono alla partenza, e si sciolgono in un abbraccio
comune ed in un applauso ai vincitori.
LA STAFFETTA DEI QUARTIERI era fino agli 90, organizzata con profusione di mezzi dall' Azienda del Turismo e dal Comune di Orvieto, con un comitato organizzatore ricco di personalità dello sport Orvietano e della politica. Gli Anterioni avevano a disposizione ogni anno una somma (un milione ciascuno) per la squadra. Solitamente questi fondi venivano destinati ad un omaggio per ciascun atleta e ad una cena nei giorni che seguivano la gara. Poi questi finanziamenti sono venuti a mancare, Il Comune ha garantito le spese e la logistica, La Libertas Orvieto l'organizzazione sul campo e gli Anterioni e gli atleti hanno continuato a organizzare le squadre per il solo piacere di farlo. La manifestazione ha messo radici profonde ed è stata presa consapevolezza della sua importanza e dei valori che trasmetteva. Nel 2009 su iniziativa del dirigente dell'Ufficio sport Dr.ssa Carla Lodi, sono stati contattati e in qualche modo intervistati gli ideatori della prima edizione del 1958, l'arch. Alberto Satolli e Piero Bufalini. Quest'ultimo aveva conservato i testimoni della prima edizione, c'era del materiale fotografico d'epoca, è nata così l'idea di fare un piccolo opuscolo con le notizie le foto a disposizione e i commenti dei protagonisti storici. Non ci siamo fermati più, siamo riusciti a ricostruire quasi completamente l’albo d’oro, molto materiale me lo ha fornito inizialmente Ennio Colombini, poi fondamentale è stato il contributo di Piero Bufalini che, tramite la fam. Cingolani, ha scoperto foto storiche delle cerimonie di esposizione del SS Corporale dopo l’arrivo della staffetta da Bolsena. Fernando Scattoni ci ha portato il diploma e foto delle edizioni 1959 e successive, La sig.ra Ciammella ci ha dato i preziosi negativi del padre fotografo di alcune annate e piano piano altri hanno contribuito con notizie e foto.
Oggi abbiamo un albo d’oro quasi completo e per gli ultimi 20 anni abbiamo le formazioni con i tempi di tutti i partecipanti. Così passo dopo passo, facendo confronti tra foto, ricordi, classifiche conservate, come degli investigatori, possiamo dire di aver ricomposto molto di questa storia lunga quasi 60 anni. Nei giorni della festività del Corpus Domini 2011 e 2012 è stata allestita una mostra, molto apprezzata, dove gli appassionati hanno potuto ritrovare ricordi e immagini anche del loro passato.Oggi, con il sito, vogliamo mettere a disposizione di tutti questo materiale, chiedendo a chi ne fosse in possesso, di inviarci all' indirizzo orvietodeiquartieri@gmail.com ricordi, commenti, correzioni, curiosità, foto, per arricchire e disegnare meglio la storia della "STAFFETTA DEI QUARTIERI DEL CORPUS DOMINI" Armando Fratini
