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1962 – Termina il ciclo “Fiaccola della Verità”

E’ l’ultima edizione della “Fiaccola della Verità”: persino la sua esistenza è stata scoperta per caso grazie alle date scritte su alcune foto ritrovate a Bolsena dalla moglie di Piero Ferlicca, ultimo frazionista della squadra lacustre oggi purtroppo scomparso, davvero numerose e con molti i personaggi riconoscibili. Poi uno degli atleti della squadra di Castel Giorgio vincitrice di quella edizione, Francesco Pagnini, ci ha fornito notizie certe sopratutto della loro grande prestazione. “Partenza alle 2,00 davanti alla Basilica di S.Cristina, gli atleti orvietani presero subito il comando della corsa fino al terzultimo cambio che avveniva più o meno all’altezza della Torretta, prese il testimone Giuseppe Fabbretti che annullò lo svantaggio e sorpassò l’atleta orvietano staccandolo, al cimitero, metro più metro meno, consegnò il testimone a Nucci Piero che incrementò ancora il vantaggio lanciando per l’ultimo tratto Frulloni Franco che in solitario fece il suo ingresso in piazza Duomo per la gioia della sua squadra e del  coach Roberto Perugini, come da tradizione in moto, al seguito dei frazionisti.

Nel 2019 grazie al lavoro fatto dal dr. Luca Giuliani nel riordino dell’ archivio Calistri, consultabile presso l’archivio Diocesano, abbiamo ritrovato un appunto utilizzato per il discorso della premiazione dove si fanno i complimenti alla squadra di Castel Giorgio per la brillante vittoria e alle altre squadre arrivate nell’ordine: Bolsena, Orvieto, Torre Alfina. Premio corridore più anziano,targa del CTG, a Muzio Capitani  ( che ancora la conserva vedi foto) miglior frazionista a Franco Cintio.

Possiamo aggiungere qualche notizia riguardo alla cronaca della gara, grazie ai racconti di due protagonisti della squadra di Orvieto: Franco Cintio e il dr. Franco Barbabella. Cintio ricorda : «io feci la seconda frazione, la più dura tra quelle che si snodavano lungo la salita di Bolsena. In prima partì Luigi Cirenei, un ragazzo che aveva vinto anche delle gare su strada, ma in quell’ occasione non fece bene, anzi mi consegnò il testimone per ultimo. A causa della stanchezza era finito nel solco che costeggiava la strada, e Colombini lo aveva rimesso di nuovo in corsa con una certa veemenza, intimandogli di continuare. Ricordo bene che vedevo arrivare da lontano gli staffettisti, ma mentre si avvicinavano, mi accorgevo con una certa delusione che nessuno di loro era della mia squadra. Ricevuto finalmente il testimone, mi sono subito lanciato nella rincorsa e sono riuscito a riportare Orvieto in prima posizione tanto che, come si vede dalla foto, ho in mano una piccola coppa che mi è sta consegnata come miglior frazionista della serata. Un’altra défaillance l’abbiamo avuta per colpa di Marcello Mencarelli, che lungo la discesa di Buonviaggio non si è sentito bene per aver mangiato troppo prima della corsa. Comunque quell’anno eravamo i più forti.

Il dr. Franco Barbabella, oltre ad aver riconosciuto alcuni dei protagonisti nella foto della premiazione, ricorda i nomi di altri partecipanti della compagine di Orvieto: «Quella fu la mia unica partecipazione: facevo i 400 metri in pista, ma Colombini mi contattò per essere della partita. Non ricordo con precisione tutte le squadre: di sicuro Bolsena e Orvieto, poi forse Castel Giorgio o Torre Alfina. Ricevetti il cambio come primo, ed ho corso la terza frazione, dalla casetta al bivio per Bagnoregio fino quasi al bivio di Torre San Severo, sull’Umbro-Casentinese, mantenendo la prima posizione. Consegnai il testimone a Franco Ceprini, che era atleta di tutto rispetto e che incrementò il vantaggio.  Non ricordo il susseguirsi degli altri cambi, forse Antonio Giulietti, Antonio Capini. Purtroppo, lungo la discesa di Buonviaggio Marcello Mencarelli perse tutto il nostro vantaggio e fu superato da più squadre. Le ultime due frazioni furono corse da Adriano Casasole, e Leopoldo Prosperini».

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