“Un fiore per la città” mette radici nella Chiesa di San Domenico nel ricordo di Santo Ciconte sabato 22 maggio 2021 DI DAVIDE POMPEI
Otto formelle acrome, in gesso bianco, per corolla. Senza il peso dei colori, ma prepotentemente identitari. Raffigurano i rami nodosi dell’Olmo, la croce traversa del Serancia, la solida torre del Corsica e l’elegante astro del Santa Maria della Stella. E poi l’Aquila incoronata, l’Oca con la palla nella zampa destra, il Leone rampante che tiene la spada e la chiave di San Pietro e la Croce.
Gli emblemi figurativi che distinguono i quattro quartieri medievali in cui è divisa Orvieto – non solo il centro storico, dal momento che i confini bianco-verdi, giallo-rossi, bianco-rossi e giallo-blu sono stati prolungati a tutto il territorio – ma anche le figurazioni dello stemma araldico del Comune. Insieme, come petali. Come negli stendardi, che torneranno ad ornare il Palazzo del Municipio.
Al centro, per bottone, il disco che riproduce il logo della manifestazione “Orvieto in Fiore”, promossa per il nono anno consecutivo dall’Associazione “Comitato Cittadino dei Quartieri”. Un simbolo, ispirato dalle pietre lucenti del Duomo rielaborando, graficamente, le geometrie dei mosaici di una delle colonnine tortili a fascio che incorniciano il portale.
Titolo scelto per l’opera, ultimata a maggio 2015, “Un fiore per la città“. Nata dall’estro del Maestro Santo Vincenzo Ciconte, alla guida del Laboratorio di Scultura dell’Università delle Tre Età di Orvieto che, su invito del presidente Riccardo Cambri, aveva scelto in questo modo di dare il proprio contributo all’evento di primavera che aveva – e, mai come ora, ha – il senso della rinascita.

Gli allievi Luigi Bravetti, Mariella Bruno, Rossella Frisoni, Rosella Mancini, Candida Mascia, Anna Rosa Ridolfi, Luciano Serranti e Vandino Zappitello avevano scelto la simbologia dell’insieme dell’opera e preso parte alle diverse fasi di realizzazione, dalla modellazione delle formelle in argilla fino all’assemblaggio su una struttura in legno pitturata con colori acrilici.
Dalla Chiesa di San Giuseppe Patrono il manufatto è stato ora trasferito nella Chiesa di San Domenico, in quella che per anni è stata la parrocchia del professor Ciconte. D’intesa con il parroco, don Luca Conticelli, “Un fiore per la città” resterà qui in maniera permanente tutto l’anno. Con la promessa di “non smettere di generare bellezza“.
È con questo spirito che nel pomeriggio di sabato 22 maggio avrà luogo una piccola cerimonia di consegna impreziosita dall’omaggio musicale della Corale di Sant’Andrea. Le note dell’organo del Maestro Riccardo Cambri si fonderanno con quelle della tromba di Gabriele Anselmi per sigillare un momento molto intimo che sarà possibile rivivere anche sul Canale YouTube dell’Unitre.
“Vorremmo ricordare così – suggeriscono Leonardo Mariani ed Armando Fratini, rispettivamente presidente e vicepresidente del Comitato Cittadino dei Quartieri – la semplicità, ma anche la ricchezza spirituale del Maestro Ciconte, la sua vulcanica ispirazione artistica, il suo essere stato discreto, ma al tempo stesso integrato nella vita cittadina.
E ancora il suo impegno nella scuola e, per 15 lunghi anni, nell’Unitre. Tutto quello che di sé ha donato. Anche ora che non è più con noi, faremo memoria del grande dono che ci ha permesso di rendere tangibile il sogno di Orvieto in Fiore. Quello di un insieme di petali che, solo insieme, sono simbolo di unità e con spirito di collaborazione non rinunciano a fiorire“.Foto: Giorgio Albani

